4+1 Volti di Las Vegas
Un viaggio per architettonico in mezzo ad una città pazza
Quattro identità (più una) per una città fortemente caratterizzata e notissima ma considerata come oggetto degno di studio solo nell’era del postmoderno, della cui estetica essa è divenuta uno dei fondamenti.
Un viaggio a Las Vegas permette di scoprire queste diverse identità.
Le prima quattro caratterizzazioni, sono compresse lungo il Las Vegas Boulevard, una autostrada a quattro corsie, una “Strip” commerciale, che attraversa downtown: un de-Centro che si percorre a piedi (solo qualche turista lo percorre a piedi) in meno di mezz’ora mentre, verso ovest, verso le pendici dei monti, si estende una immensa città di basse casette – lo “Sprawl” – che costituisce la quinta identità.
Molti tour Las Vegas si concentrano su questa zona, ma io ho fatto il mio giro “da architetto“.
Questa mia Vegas, non è già più quella di Robert Venturi del 1972, è piuttosto la location di “CSI Las Vegas”, dove i poliziotti della scientifica, fanno il turno di notte, forse perché il caldo diurno è intollerabile. Ci sono tante offerte per Las vegas che permettono di esplorare questa città unica.
1. Il Luna Park per adulti
Prima di visitarla, quello del Luna Park per adulti è ritenuto l’aspetto totalizzante di Las Vegas, non è così, né si tratta del suo volto più interessante; esso risulta tuttavia utile per l’avvio di una riflessione. Le vacanze a Las Vegas spesso ruotano intorno a questo aspetto.
Non c’é un punto di osservazione esterno e neutrale per questa città, non la si può visitare con la pretesa di restarne indenne, quella a Vegas non è una visita allo zoo, non ci sono freaks in gabbia e gente normale che li guarda. Siamo tutti parte dello show. Ecco perché è un’esperienza unica.
Di questa Vegas baraccone, ve n’è una versione diurna ed una notturna che – diversamente dalle altre che ho individuato – sostanzialmente coincidono non mutando il loro aspetto sostanziale.
2. La Città Metafisica
Volumi perfettamente astratti – bianchi o metallici o monoliti scuri – emergono dalla superficie di asfalto o sabbia e si stagliano sullo sfondo di un cielo reso ancor più blue dalla assenza di qualsiasi traccia di umidità, evaporata prima del tempo, dal clima torrido di questa piana nel deserto Las Vegas.
L’astrazione è amplificata dalla quasi totale assenza di pedoni a causa del calore che supera i quaranta gradi, gli oggetti mobili sono le auto, tutte con vetri scuri, che si muovono da casinò a casinò, come navette automatiche in una città del futuro immaginato nel dopoguerra. Sembra quasi di vedere delle case nel deserto.
3. Il “Socialismo Reale”
Questo è per me l’aspetto più sorprendente – perché del tutto inatteso – di Vegas e, nel contempo, la indiretta ma plastica conferma che la ‘gestione’ della metropoli (fondazione, pianificazione, controllo) è possibile solo in situazioni di amministrazione autoritaria e centralizzata della città; una dimostrazione che Las Vegas fornisce ‘per assurdo’, mi spiego.
Nel centro della ‘Strip’, nel mezzo del mezzo, vi sono quattro hotel casinò tra i più citati: il Bellagio, il Caesar Palace, Il Venetian ed il Palazzo. Qui si impiega una sorta di stile ‘post classico’ con misurate decorazioni a rifinire ogni elemento della composizione architettonica e nei punti di raccordo tra elementi orizzontali portati ed elementi verticali portanti. Sono tra i resort più iconici di Las Vegas.
Questo ‘stile’ non è affatto originale e – anche se qui è stato impiegato con un diverso scopo originario – è impossibile che sfugga il rimando formale-estetico con le architetture destinate a proiettare (materializzare) l’autorità del Potere politico nelle ex capitali del socialismo reale. In tali casi infatti, manca quella completa adesione al neo classicismo (o palladianesimo), cui sono invece informate le architetture del potere religioso e politico di capitali ‘occidentali’ come Parigi, Washington, Londra, Berlino, Pietroburgo.
Inoltre, il ‘fuori scala’ da cui sono affette queste architetture – che costituisce ad esempio uno dei tratti costituenti dell’arte e del design Pop degli anni ’60 – assume qui una dimensione terrificante: non vi è alcuna ironia (com’era per il Pop) nell’adozione di tale scala dimensionale la quale, se risponde essenzialmente ad una ottimizzazione economica-gestionale, nei fatti comunica terrore ed orrore ed oppressione fisica.
Il primario rimando iconografico analogico, è offerto dal Palazzo del Popolo fatto costruire negli anni ’80 dal dittatore Ceausescu nella oscura capitale della Romania.
Il secondo riferimento è, nella mia esperienza personale, il primo tratto della Karl-Marx-Alle a Berlino (già Stalin-alle), che si diparte da Alexander Platz, che doveva rappresentare il volto migliore del comunismo sovietico. Un progetto coordinato dal pregevole architetto Egon Hartmann, tutto votato alla invenzione di un ‘Classicismo Socialista’, contro il decadentismo borghese.
Questo secondo riferimento, in particolare, consente a mio avviso di osservare come il compimento che la cultura urbanistica tradizionale e “ortodossa” assegna alla pianificazione urbana, si possa ottener solo in presenza di un controllo degli ‘alzati’ cioè delle facciate dell’architettura, poiché l’anarchia della forma di città iconiche ed emblematiche, qual è Manhattan o la stessa Las Vegas, dimostra che non basta ciò che Aldo Rossi chiamava la “Permanenza del Piano”, sorta di sottile percezione di un ordine che si può cogliere pienamente solo grazie ad una vista a volo d’uccello o, meglio ancora, solo dalle tavole di progetto.
4. Raffinato Minimalismo tropicale
Nonostante lo stile dominante qui rilevato e descritto nei precedenti paragrafi, alcune recenti realizzazioni, in posizione tutt’altro che marginale, riscattano agli occhi dell’architetto contemporaneo, l’identità urbana di Las Vegas tramite l’adozione riuscita di un linguaggio minimalista e raffinato.
Da citare in particolare i casi: Linq, Aria, Whynn, Encore.
Sono tra le attrazioni più moderne di Las Vegas.
Ciò che colpisce maggiormente tuttavia, con riguardo alla identità qui esposta, è l’installazione di giganteschi totem pubblicitari a led luminosissimi ed altissima definizione che, a causa del formato verticale estremo, richiedono una produzione di video commerciali che risultano estremamente per il loro formato ma anche per la natura e qualità delle sequenze trasmesse che sono di altissima qualità e frutto di una grande ricerca nel campo del linguaggio grafico e fotografico; vere e proprie sorprendenti installazioni di arti visive metropolitane.
La ‘cartellonistica’ commerciale, nella analisi di Venturi, costituiva fin dalle origini il vero fenomeno architettonico peculiare di Las Vegas. Sono tra le immagini di Las Vegas più iconiche.
4+1. Las Sprawl: un Sobborgo nel Deserto
Dalla sommità dello Stratosphere Tower, ancora una attrazione turistica, si può percepire la reale vastità della Las Vegas minore: una sorta di sobborgo immenso che si estende su quella lingua di deserto: Las Vegas, circondata da ovest verso est dalla Sierra Nevada, dal Great Basin e dal Colorado Plateau, su cui si situa Las Vegas.
“Sprawl” significa letteralmente ‘massa disordinata’ ed è divenuto il termine che, sinteticamente, designa e descrive la ‘suburbia‘ nord americana, una deformazione dell’utopia delle “Garden Cities” britanniche dei primi anni del ‘900, qui caratterizzata dalla dispersione edilizia e dalla bassissima densità urbanistica.
In termini di estensione, Las Vegas Strip occupa uno spazio infimo di ciò che è l’effettiva estensione dell’agglomerato di Las Vegas come città.
In termini dimensionali, Las Vegas è un amplissimo, irrilevante sprawl, che circonda una zona centrale – lo Strip – ad elevatissima significazione, altissima densità e massima capacità di attrazione.
ECCO I LINKS AGLI HOTEL CITATI NELL’ARTICOLO
1. Bellagio – [Bellagio Hotel and Casino]
2. Caesars Palace – [Caesars Palace Las Vegas]
3. The Venetian – [The Venetian Resort Las Vegas]
4. Palazzo – [The Palazzo at The Venetian Resort]
5. Linq – [The LINQ Hotel + Experience]
6. Aria – [Aria Resort & Casino]
7. Wynn – [Wynn Las Vegas]
8. Encore – [Encore at Wynn Las Vegas]
9. Stratosphere Casino, Hotel & Tower (ora noto come The STRAT) – [The STRAT Hotel, Casino & Skypod]
CHI SONO GLI ARCHITETTI CHE HANNO PROGETTATO QUESTI EDIFICI?
Ecco gli architetti e studi di architettura responsabili della progettazione degli hotel menzionati nell’articolo:
- **Bellagio**:
– **Architetto**: Jon Jerde, del **Jerde Partnership**. Il Bellagio è stato completato nel 1998, ispirato alla città italiana di Bellagio e ai suoi paesaggi.
- **Caesars Palace**:
– **Architetto**: Il design originale è stato realizzato da **Jay Sarno**, il fondatore, e dall’architetto **Melvin Grossman**. L’hotel, aperto nel 1966, ha subito diverse espansioni e ristrutturazioni da altri architetti.
- **The Venetian**:
– **Architetto**: **KlingStubbins**, uno studio di architettura e ingegneria. Il Venetian è stato inaugurato nel 1999 e si ispira all’architettura rinascimentale di Venezia.
- **Palazzo**:
– **Architetto**: Il **HKS, Inc.**, uno studio di architettura con sede a Dallas, ha progettato il Palazzo. L’hotel è un’estensione del Venetian e ha aperto nel 2007.
- **Linq**:
– **Architetto**: In precedenza noto come “Imperial Palace,” è stato ristrutturato e ribrandizzato come **The LINQ** da **Klai Juba Wald Architecture + Interiors**.
- **Aria**:
– **Architetto**: Progettato da **Pelli Clarke Pelli Architects**. L’Aria, parte del CityCenter, è stato inaugurato nel 2009 con un design moderno e minimalista.
- **Wynn**:
– **Architetto**: Il **Wynn Las Vegas** è stato progettato da **DeRuyter Butler** e **Roger Thomas**, membri del team di progettazione di Steve Wynn. Ha aperto nel 2005.
- **Encore**:
– **Architetto**: Anche l’**Encore** è stato progettato da **DeRuyter Butler**, in continuità con il progetto del Wynn. È stato completato nel 2008.
- **Stratosphere (The STRAT)**:
– **Architetto**: **Martin Stern Jr.** e **Paul Steelman** hanno progettato la torre Stratosphere, aperta nel 1996, famosa per essere la torre più alta di Las Vegas.









foto di Patrizia Vencato